STOP PUBBLICITÀ INGANNEVOLI!

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AIUTACI A SFATARE IL MITO DEGLI ALLEVAMENTI FELICI

Le rappresentazioni fuorvianti di quello che viene chiamato “benessere degli animali” sono ovunque nelle pubblicità in questi giorni. Le aziende pubblicizzano ed etichettano i loro prodotti come “da allevamenti di animali felici”, “prodotti naturali”, “certificati per il benessere degli animali” e tanti altri slogan simili, spesso utilizzando immagini idilliache di animali che si aggirano nei campi verdi e rigogliosi. Ma come hanno dimostrato le nostre indagini, è quanto di più lontano possa esistere dalla realtà degli allevamenti intensivi. 

Animal Equality sta lavorando per sfatare il mito degli “allevamenti felici”, individuando e denunciando alle autorità competenti le pubblicità e le comunicazioni potenzialmente ingannevoli. Per farlo, però, abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Ti è mai capitato di imbatterti in una pubblicità, in un’etichetta di prodotto o in altri materiali di marketing che sembrano falsi o fuorvianti rispetto alle pratiche di benessere degli animali di un’azienda? Le immagini di animali all’esterno, in scenari idilliaci e bucolici, così come termini come “da animali felici”, “benessere degli animali” e “naturale” sono tutti rilevanti per il nostro scopo e vanno segnalati quanto prima.

Condividi con noi le etichette, le comunicazioni o le pubblicità televisive, sul web, sui cartelloni o sui giornali cartacei che ti insospettiscono, utilizzando il modulo che trovi al link sottostante. Aiutaci a sfatare queste menzogne, ingiuste nei confronti degli animali e dei consumatori.

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IL NOSTRO LAVORO IN ITALIA

Le nostre denunce sul caso Amadori

Nel 2019, grazie al lavoro dei nostri investigatori e all’azione legale di Enpa, siamo riusciti a portare Amadori davanti all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in quanto la comunicazione che presentava sui polli era potenzialmente ingannevole se comparata alla realtà documentata all’interno dei loro allevamenti. I nostri investigatori, infatti, con l’inchiesta Pollo 100% Italiano e con altre testimonianze allegate alla denuncia, avevano dimostrato ampiamente che la pubblicità e le comunicazioni dell’azienda sui polli erano lontane dalla realtà dei polli allevati per la loro carne. A seguito delle denunce per altro è stato anche innescato un processo penale che ha portato alla condanna del rappresentante legale e del custode di uno degli allevamenti indagati per maltrattamento, abbandono e uccisione.

La realtà nascosta del latte

Nel 2019 abbiamo rilasciato un reportage sull’industria del latte in Italia, una delle realtà che più di tutte mostra animali massaggiati, felici, in contesti rurali quasi appartenenti a un mondo che ormai non c’è più. Contro questa romanticizzazione degli allevamenti di latte e formaggio abbiamo pubblicato un video con immagini inedite raccolte nel tempo dai nostri investigatori: si vedono vitellini strappati alle madri, rinchiusi in gabbia, mucche munte in condizioni igienico-sanitarie precarie e piene di mastiti e ferite. 

La vita delle galline in gabbia

Uno degli slogan pubblicitari più ricorrenti ormai è quello che riguarda le galline ovaiole, confinate in luoghi spesso sporchi, infestati da insetti e ratti, e rinchiuse in gabbie grandi quanto un foglio A4. Ma sulle confezioni e nelle pubblicità le galline sono “felici”, razzolano all’aperto e calpestano erba fresca: tutto questo è molto spesso falso. Dal 2017 Animal Equality lavora per mostrare la realtà della vita delle galline in gabbia, rilasciando inchieste, collaborando con media nazionali e internazionali e convincendo le aziende a cambiare le proprie politiche. Ma vogliamo fare di più, anche per loro. 

LA NOSTRA AZIONE INTERNAZIONALE CONTRO LA PUBBLICITÀ INGANNEVOLE

Le contestazioni a Cargill, Inc. multinazionale dell’agroalimentare

A novembre 2020, Animal Equality e altre cinque organizzazioni non profit hanno presentato una denuncia formale negli Stati Uniti contro il gigante dell’agroalimentare Cargill, Inc. per aver commercializzato con comunicazioni ingannevoli alcuni prodotti a base di carne di tacchino sfruttando il picco di consumi durante il tradizionale Thanksgiving. La denuncia, presentata alla Federal Trade Commission (FTC), si concentra su alcune rappresentazioni che Cargill fa dei suoi prodotti a base di carne di tacchino venduti con i marchi “Shady Brook Farms” e “Honeysuckle White”.

Animal Equality denuncia il gigante della carne Tyson Foods

A luglio 2020, in una denuncia presentata alla Federal Trade Commission degli Stati Uniti, Animal Equality, Organic Consumers Association e Food & Water Watch accusano il gigante della carne Tyson Foods di ingannare i consumatori sostenendo falsamente che i prodotti a base di carne di pollo a marchio Tyson sono prodotti in modo “umano”, “naturale” e “responsabile” dal punto di vista ambientale.

La denuncia si concentra sui prodotti commercializzati con il marchio Tyson e il suo marchio affiliato NatureRaised Foods. Le ong hanno chiesto alla FTC di indagare e di intervenire per intimare a Tyson di smettere a rappresentare in modo ingannevole le sue pratiche di produzione per quanto riguarda questi prodotti, di fatto traendo in inganno i consumatori.

Le nostre azioni legali contro le pubblicità ingannevoli sul pet food

A luglio 2020, sempre negli Stati Uniti, Animal Equality ha intentato una causa contro il principale fornitore di alimenti per animali domestici Champion Petfoods per aver falsamente pubblicizzato alcuni dei suoi prodotti a marchio Acana. 

La causa contesta in particolare le affermazioni dell’azienda relative agli ingredienti di pesce che vengono pubblicizzati come “catturati allo stato selvatico” ma che, alla luce dei test di laboratorio indipendenti condotti, mostrano, tra le altre prove, residui chimici indicativi invece della provenienza da allevamenti ittici. 

Acana pubblicizza i suoi ingredienti a base di pesce con affermazioni come “pescato da pescatori che conosciamo e di cui ci fidiamo” e “da acque americane”, in modo quindi ingannevole e falso rispetto alla realtà.

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