FERMIAMO LA STRAGE DEI PULCINI

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Obiettivo: 50.000 firme!

AGGIORNAMENTO: COOP ADERISCE ALLA CAMPAGNA!

A distanza di poco tempo dal lancio della nostra campagna Stop Strage dei Pulcini, Coop – la più grande catena di supermercati in Italia – si è dichiarata favorevole!

Il retailer infatti, ha pubblicato una dichiarazione sul proprio sito in cui si impegna a introdurre le tecnologie in-ovo sexing appena possibile, in modo da risparmiare la vita di milioni di pulcini maschi all’interno della propria filiera delle uova.

Quello di COOP è il primo impegno del genere in Italia – a cui ci auguriamo ne seguiranno molti altri – ma si tratta di un traguardo importante per milioni di pulcini maschi.

La nostra campagna per fermare la strage continua.

IL PROBLEMA: NASCERE PER MORIRE

Si può nascere solo per… morire poco dopo? Questo è ciò che succede a milioni di pulcini maschi: una vera e propria strage!

Sono 300 milioni in tutta Europa e 40 milioni in Italia i pulcini che, ogni anno, vengono uccisi perché l’industria delle uova li considera solo come “scarti”.

A poche ore dalla nascita, infatti, gli operatori procedono al “sessaggio”, un’operazione che permette di stabilire il sesso dei pulcini.

Soltanto i pulcini femmina vengono selezionati – saranno future galline ovaiole – mentre i pulcini maschi sono del tutto inutili all’industria, in quanto non depongono uova, hanno una carne fibrosa e crescono troppo lentamente rispetto agli standard imposti dall’industria della carne.

I pulcini maschi, quindi, vengono brutalmente uccisi tramite tecniche di abbattimento estremamente crudeli: vengono soffocati vivi all’interno di sacchi, in una lenta agonia, oppure triturati vivi.

Per quanto le tecnologie “in-ovo sexing” non risolvano la condizione di sfruttamento delle galline nell’industria delle uova, sembrano davvero in grado di affrontare uno degli aspetti più oscuri e terribili di quest’industria, come testimoniato anche dalle nostre investigazioni.

I rappresentanti dei cittadini non possono più rimanere a guardare senza opporsi a questa orribile mattanza: per questo, Animal Equality chiede al Governo italiano di prendere posizione contro la strage dei pulcini maschi, impegnandosi a favorire l’introduzione di tecnologie in grado di risparmiare la sofferenza a milioni di animali.

PULCINI MASCHI: GLI ‘SCARTI’ DELL’INDUSTRIA

Appena schiuse le uova, gli operatori procedono con il sessaggio per separare i maschi dalle femmine, maneggiando i pulcini con violenza.

A un solo giorno di vita, i pulcini maschi, inutili all’industria, vengono incanalati su nastri trasportatori che li porteranno a una morte violenta.

In Europa i pulcini maschi vengono triturati o soffocati vivi all’interno di sacchi, senza alcun tipo di stordimento. Secondo la normativa europea tutto questo è legale.

Si tratta di una morte terribile e immorale, ed è per questo che Animal Equality ha deciso di agire in difesa dei milioni di pulcini maschi uccisi ogni anno in Italia.

LA TECNOLOGIA CHE FERMERÀ LA STRAGE

La strage dei pulcini maschi si può evitare: da qualche anno è stata sviluppata una tecnologia chiamata “In-ovo sexing” che permette di riconoscere il sesso dei pulcini allo stato embrionale.

Se le aziende in tutta Europa accettassero di adottare questa tecnologia, fino a 330 milioni di pulcini maschi verrebbero risparmiati da una morte orribile.

I Governi di alcuni Stati europei si sono già espressi contro l’uccisione dei pulcini maschi o hanno già deciso di investire risorse concrete nello sviluppo delle tecnologie in-ovo sexing, come per esempio Svizzera e Francia.

Animal Equality Italia si sta impegnando sotto ogni fronte per far sì che le tecnologie per il riconoscimento del sesso del pulcino siano adottate anche nel nostro paese.

IL REPORT SULLA TECNOLOGIA IN-OVO

Per affrontare il problema della strage dei pulcini in modo concreto, Animal Equality ha lavorato per mesi a un importante documento.

Grazie alla collaborazione delle nostre specialiste in benessere animale e politiche aziendali, abbiamo pubblicato un report – il primo in assoluto in Italia di questo genere – che analizza il problema e fornisce le soluzioni attuabili, attraverso un’analisi di tutte le tecnologie disponibili al momento.

Il report  si chiama “Il sessaggio in-ovo: un’alternativa all’abbattimento dei pulcini di un giorno” e il suo scopo è far conoscere l’alternativa del sessaggio in-ovo, in modo da offrire una panoramica delle diverse tecnologie che, mediante l’identificazione del sesso prima della schiusa, potrebbero mettere finalmente fine alla strage dei pulcini maschi.

A seguito della ricerca, sono state formulate delle richieste chiare al Governo, perché anche le istituzioni si impegnino a rendere il settore agroalimentare italiano più innovativo e maggiormente attento al rispetto degli animali impiegati all’interno della filiera.

Il documento va valutato nel contesto della sua data di pubblicazione, dal momento che la ricerca è in costante evoluzione e pertanto le informazioni in esso contenute presto potrebbero non essere aggiornate.

Puoi leggere e scaricare il report cliccando sul bottone qui sotto:

LEGGI IL REPORT

LA PETIZIONE AL GOVERNO

Ad oggi, ci sono diverse aziende in tutto il mondo che stanno sviluppando le tecnologie per il riconoscimento del sesso dei pulcini allo stato embrionale.

Per fermare la strage dei pulcini maschi è necessario che il Governo italiano si impegni a favorire l’introduzione di queste tecnologie anche in Italia, spingendo le associazioni di categoria e le aziende produttrici di uova a dotarsene.

Per questo, chiediamo al Governo di ascoltare le richieste dei consumatori, oltre che dalle associazioni di veterinari italiane ed europee, affinché la strage dei pulcini maschi diventi solo un lontano ricordo.

LE INCHIESTE SULL’INDUSTRIA DELLE UOVA

La strage dei pulcini maschi è “solo” la prima delle violenze che vengono perpetrate sugli animali dall’industria delle uova.

Animal Equality Italia, grazie alle investigazioni, ha più volte portato alla luce la scioccante verità che si nasconde dietro la produzione di uova.

Solo in Italia, 65 milioni di galline vivono tutta la loro vita all’interno di minuscole gabbie di metallo in cui non possono esprimere quasi nessuno dei loro comportamenti naturali, come per esempio spiegare le ali o razzolare.

Private della luce del sole, costrette a mantenersi in equilibrio su una superficie inclinata di rete metallica e forzate a una vita di prigionia, le galline trascorrono la loro esistenza in condizioni terribili ed escono dalla gabbia solo quando la loro produzione di uova diminuisce.

Considerate inutili perché improduttive, vengono quindi mandate al macello.

La nostra squadra investigativa ha anche coinvolto Piergiorgio Giacovazzo – inviato e presentatore del Tg2 – portandolo all’interno di uno stabilimento con centinaia di migliaia di galline allevate in gabbia per la produzione di uova.

Gli animali erano costretti a vivere in spazi minuscoli in condizioni igienico sanitarie inaccettabili, tra cadaveri delle proprie compagne, topi, feci e sporcizia.

L’allevamento era infestato dagli acari rossi, insetti che ricoprono ogni centimetro e che colpiscono anche uova e galline.

La nostra investigazione è andata in onda sul Tg2, svelando la terribile realtà che si nasconde dietro l’allevamento di galline ovaiole in gabbia, raggiungendo milioni di telespettatori.

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